Valerio Adami

Bologna, 17 marzo 1935

 

Valerio Adami è un pittore italiano nato a Bologna il 17 marzo 1935, considerato uno degli artisti più rappresentativi della figurazione europea del secondo Novecento. La sua formazione artistica comincia molto presto: a soli dieci anni inizia a studiare pittura sotto la guida di Felice Carena, per poi trasferirsi con la famiglia a Milano nel 1944. Lì, nel 1951, entra all’Accademia di Brera, dove segue i corsi del pittore Achille Funi, dedicandosi con rigore allo studio del disegno accademico.

Un momento chiave nella sua giovinezza è l’incontro con Oskar Kokoschka alla Biennale di Venezia del 1952, che lo spinge verso una visione più espressiva della pittura. Poco dopo si trasferisce a Parigi, città che diventa fondamentale per il suo percorso. Qui conosce artisti come Roberto Matta e Wifredo Lam, che influenzano profondamente il suo modo di vedere e di costruire le immagini.

Nel corso degli anni Sessanta, Adami sviluppa uno stile inconfondibile: figure e oggetti sono contornati da spesse linee nere, che ne isolano i contorni su campiture piatte e colorate, spesso brillanti, simili a quelle del fumetto o delle vetrate gotiche. Il suo lavoro si avvicina alla Pop Art, ma se ne distacca per il forte contenuto narrativo, filosofico e letterario. Le sue opere, infatti, sono spesso cariche di riferimenti alla storia, alla politica, alla mitologia e alla letteratura. Fa parte del movimento della “nouvelle figuration”, che riporta la figura umana al centro della scena artistica europea dopo le stagioni dell’astrattismo e dell’informale.

Il successo arriva già dagli anni ’60: tiene mostre personali a Milano, Roma, Londra e Tokyo, partecipa alla Documenta di Kassel nel 1964 e viene invitato due volte alla Biennale di Venezia (1968 e 1986). Negli anni successivi espone in importanti musei internazionali, come il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, il Centre Pompidou, il MoMA e il Jewish Museum di New York.

Oltre alla pittura da cavalletto, Adami realizza numerose opere pubbliche: grandi pannelli murali in luoghi simbolici come la stazione di Austerlitz e il Théâtre du Châtelet a Parigi, vetrate per il municipio di Vitry-sur-Seine e dipinti per il Ministero degli Interni francese. Ha anche lavorato nel cinema e nella scenografia, confermando la sua attenzione alla narrazione in ogni forma.

Sul piano personale, è stato sposato con l’artista Camilla Cantoni Mamiani, con cui ha condiviso vita, viaggi e rapporti con figure della cultura come Italo Calvino, Jacques Derrida, Luciano Berio e Carlos Fuentes. Vive tra Parigi, Montecarlo e Meina, sul Lago Maggiore, dove nel 2021 è nato l’Archivio Valerio Adami, punto di riferimento per lo studio della sua opera.

Nel 2024, in occasione dei suoi 65 anni di carriera, Milano gli ha dedicato una grande mostra al Palazzo Reale, confermando il suo ruolo centrale nell’arte contemporanea italiana ed europea.