Salvatore Emblema

Napoli 1929- Napoli, 2006

Maestro dello Spazialismo, la carriera artistica di Emblema inizia nel 1948 con una serie di collages formati da foglie disseccate e che rappresentano ritratti attraverso modulazioni cromatiche.
Oltre alle foglie, l’artista utilizza anche pietre e minerali raccolti alle falde del Vesuvio.

Vince una borsa di studio e si iscrive alla Scuola Corallo di Torre del Greco dove ottiene grandi consensi da parte dei docenti tanto che sarà iscritto all’Istituto Statale d’Arte di Napoli, ma non completerà gli studi.

Emblema Salvatore va a Roma dove incontra Carlo Levi e Ugo Moretti e dove subisce le influenze artistiche degli ambienti pittorici romani.

Nel 1956 realizza la sua prima personale a Roma alla Galleria San Marco e comincia ad intensificare la sperimentazione dell’uso delle tele di sacco per le sue opere.

Anche il cinema e il mondo della moda si interessano alla sua arte, tanto che inizia una collaborazione con il regista Federico Fellini e disegna stoffe per lo stilista Schubert.

Decide ancora molto giovane di trasferirsi negli Stati Uniti, dove frequenta Pollock e Rothko.

Inizia per Emblema un ottimo e prolifico rapporto con il critico d’arte Argan.

Apprende la sperimentazione materica di Lucio Fontana e capisce l’importanza dell’eliminare le cose per arrivare all’essenzialità nell’arte. Proprio basandosi su queste teorie decide di eliminare il colore privilegiando la sola tela fino ad arrivare nel tempo a togliere addirittura alcuni fili alla tela stessa consentendo di intravedere lo spazio non più “morto” ma partecipe al quadro.

Questo processo di eliminazione porta alla creazione di tele dalla forte emozionalità astratta.

Nel 1972 Emblema Salvatore rifiuta la cattedra di pittura che gli viene offerta presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e continua la sua ricerca artistica.

Espone alla Biennale di Venezia, al Metropolitan Museum di New York, agli Uffizi di Firenze, al Palazzo Reale di Napoli, mentre alcune sue opere di pittura e scultura sono state acquistate dalle più importanti raccolte d’arte contemporanea sia pubbliche che private.