Mark Kostabi

Los Angeles, 27 novembre 1960

Cresciuto a Whittier in California, compie i suoi studi di disegno e pittura alla California State University di Fullerton.

Nel 1982 si trasferisce a New York e due anni dopo è già una figura importante dell’East Village Art Movement che inventa le auto-interviste per affrontare argomenti difficili quali la mercificazione dell’arte contemporanea.

Formatosi guardando MTV e leggendo fumetti, Kostabi inizia a dipingere avendo come pittore di riferimento Duchamp.

Dopo aver studiato la pittura europea a cui fa riferimento nelle sue opere, fa suo il concetto delle botteghe del Rinascimento, in cui gli artisti, assistenti ed allievi collaborano alla realizzazione di un opera.

Nel 1988 fonda “Kostabi world”, la sua Bottega Rinascimentale che accende la fantasia dei media per l’impiego profuso di assistenti pittori e creativi.

Mark Kostabi ha, al suo attivo, più di 160 mostre personali allestite in tutto il mondo, le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del Museum of Modern Art, Metropolitan Museum, Brooklin Museum, Corcoran Gallery of Art e al museo di Groningen in Olanda.

Nel 1988 l’artista ha dipinto un affresco all’interno del Palazzo dei Priori di Arezzo e ha completato la scultura “To See Through is Not to See Into” per la città di San Benedetto del Tronto.

Secondo la sua filosofia sulla personalità di un vero artista, nel corso della sua attività non si è limitato a quadri o affreschi, ma ha disegnato anche copertine di dischi, orologi per la Swatch, accessori per computer e pubblicato diversi libri e prodotto un suo show televisivo.

Mark Kostabi dipinge figure senza volto, senza tempo, che possono essere tutti noi e nessuno di noi. esprimono la paura dell’uomo nella società, ma anche una lingua universale.

“Il mio obiettivo – ha detto l’artista – è sempre stato quello di creare un’arte più interessante possibile. La mia arte dovrebbe arricchire la vita di chi la osserva, sia di un visitatore che guarda i miei quadri in un Museo, sia di un collezionista che guarda a lungo un Kostabi a casa sua, sia di un gruppo di studenti che riflette su uno dei miei murali, sempre più numerosi, eseguiti per un servizio pubblico. Le mie immagini danno gioia, anche se raccontano storie di solitudine, confusione e isolamento”.

Questo artista con lo spiccato senso degli affari, come insegna Andy Warhol, universalizza i soggetti della sua arte con evidenti omaggi ai grandi Maestri della storia dell’Arte.