Marcello Muccini

Roma, 5 febbraio 1926 – Roma 1978

Autodidatta, inizia a dipingere fin da giovanissimo. Nel 1945, assieme ad altri coetanei incontrati al Liceo Artistico Giulio Cesare (tra gli altri, Dorazio, Perilli, Vespignani), dà vita al G.A.S. (Gruppo Arte Sociale), e dopo breve fonda il Gruppo di Portonaccio.

Risalgono a questo periodo i primi contatti con gli esponenti neorealisti cesenati ed in particolare l’inizio del lungo sodalizio con Alberto Sughi.

Durante uno dei suoi soggiorni fiorentini è al suo fianco il giovane cesenate Osvaldo Piraccini.

Negli anni successivi sono frequenti i contatti con l’ambiente artistico romagnolo ed i soggiorni a Cesena e dintorni.

A partire dal 1948 avvia un’intensa attività espositiva (nel ’49 vince il ‘Premio Saint Vincent’, tra il ’50 ed il ’54 è presente alla Biennale veneziana, ed allestisce numerose ‘personali’ a Roma). 

Nel 1959 si tiene alla Galleria Elmo una mostra dal titolo Vedute romane di Marcello Muccini.

Nel ’60, l’artista è presente alla ottava Quadriennale romana.

Segue un lungo periodo di straordinario fervore creativo – fin verso i primi anni Settanta – segnato anche da una fittissima serie di impegni espositivi a Roma ed in molte altre città italiane ed europee. 

Partita nel solco dell’arte sociale, la pittura di Muccini si distingue inizialmente per le dominanti tendenze di stretto realismo e di vago espressionismo. 

E’ presente in tutta l’opera dell’artista una valenza critica della realtà contingente, che tuttavia viene interpretata con affettuosa partecipazione e a tratti con manifesto disincanto.