Ernesto Treccani

Milano, 26 agosto 1920 – Milano, 27 novembre 2009

Ernesto Treccani, pittore, scultore giornalista, nasce a Milano il 26 Agosto 1920 in una ricca famiglia milanese. 

Già sensibile alla pittura neocubista di Picasso, inizia così una attiva ricerca di un linguaggio alternativo allo stile del Novecento italiano, con l’intento di recuperare il naturalismo di tradizione lombarda.

Nel 1949 tiene la sua prima personale alla Galleria del Milione a Milano, presentata da una monografia curata da Duilio Morosini.

Nel 1950 Ernesto Treccani partecipa, con opere in bianco e nero, alla Biennale di Venezia , continuando a partecipare, con mostre personali di disegno e di pittura a molte edizioni successive.

Rispondendo all’interesse espresso dal pubblico estero, nel 1956 il pittore prende parte alla mostra di realisti organizzata presso la Leicester Gallery di Londra ed una personale alla Heller Gallery di New York.

Il 1956 è un anno di svolta nelle opere di Ernesto Treccani, l’occupazione russa dell’Ungheria ha riflessi importanti sul lavoro di molti artisti comunisti: l’impegno rimane ma cambia l’ispirazione. Treccani trasforma il suo linguaggio pittorico: dal realismo dagli accenti nazional-popolari sviluppa una tematica nuova che lascia più spazi alla riflessione esistenziale e intimista, riflettendo, ma in termini più personali, i problemi di una società che sta rapidamente cambiando.

Negli ultimi decenni Ernesto Treccani dipinge in luoghi diversi, sviluppando in varie direzioni la propria ricerca: dalla campagna emiliana alle regioni dell’Italia meridionale, dove lavora a Potenza, Matera e Policoro, fino ai paesi contadini della lontana Ucraina, in un viaggio fantastico, sfociato nel 1976, nelle grandi mostre organizzate dal Ministero della Cultura sovietico a Volgograd, a Mosca e Leningrado.

Dagli anni 80 in poi, Nizza, tuttora uno dei luoghi abituali di soggiorno creativo, diviene, con Parigi, Macugnaga e Forte dei Marmi, il luogo ideale dove Treccani ama dipingere.

Tra gli anni ’90 e 2000 Treccani si dedica a grandi cicli ispirati al Don Chisciotte ed al Decamerone, a sottolineare l’intenso rapporto tra parola ed immagine che è sempre stato aspetto costante della sua ricerca.

Nonostante l’età Treccani dipinge fino alla fine che sopraggiunge il 27 novembre 2009.