Alighiero Boetti

Torino 1940 – Roma 1994

Alighiero Boetti era nato a Torino. Esordì nella prima mostra dell’Arte Povera che si tenne nel capoluogo piemontese nel gennaio del 1967.

Il movimento di Arte Povera era conosciuto per aver rifiutato le strategie e i materiali di “alta arte”, prediligendo materiali comuni come cemento, cartone e luci elettriche e una varietà di tecniche come la fotografia, il ricamo e la costruzione scultorea.

I numerosi viaggi compiuti da Alighiero Boetti nell’arco della sua vita hanno avuto un impatto duraturo sul suo lavoro. 

Il padre, Corrado Boetti, era un avvocato, e la madre, Adelina Marchisio, violinista. Boetti abbandonò presto gli studi presso la facoltà di economia dell’Università di Torino per lavorare come artista. Si era dedicato allo studio della filosofia, dell’alchimia e dell’esoterismo. Tra gli autori preferiti della sua giovinezza c’erano lo scrittore tedesco Hermann Hesse e il pittore svizzero-tedesco e insegnante del Bauhaus Paul Klee.

Boetti nutriva anche un costante interesse per la matematica e la musica. All’età di vent’anni, l’artista si trasferì a Parigi per studiare incisione. Nel 1962, mentre si trovava in Francia, incontrò la critica d’arte e scrittrice Annemarie Sauzeau, dalla quale ebbe due figli.

Dal 1974 al 1976, compì ripetuti viaggi in Guatemala, Etiopia, Sudan. Boetti era appassionato di culture non occidentali, in particolare dell’Asia centrale e meridionale, e viaggiò in Afghanistan e Pakistan numerose volte negli anni ’70 e ’80, anche se l’Afghanistan divenne inaccessibile a lui dopo l’invasione sovietica nel 1979. Nel 1975, tornò a New York.

Attivo come artista dai primi anni ’60 alla sua morte prematura nel 1994, Boetti sviluppò un corpus significativo di opere diverse che erano spesso sia poetiche che piacevoli alla vista, ma allo stesso tempo immerse nei suoi diversi interessi teorici e influenzate dai suoi lunghi viaggi.