Scanavino Emilio

Nasce nel 1938 a Genova. Conseguito il diploma artistico, nel 1942 si iscrive alla facoltà di architettura dell’Università di Milano, ma interrompe gli studi perché chiamato alle armi. Il suo esordio artistico avviene sotto l’influsso del Realismo Espressivo: le sue simpatie in quel periodo andavano infatti a Van Gogh e ai pittori del “Blaue Reiter”. Nel 1951, in occasione di una mostra personale alla londinese Galérie Apollinaire, trascorre un periodo a Londra, dove viene profondamente colpito dall’opera di Bacon, di Sutherland e di Matta: queste esperienze determineranno lo sviluppo del suo linguaggio; crea in quel periodo i tesi spazi vuoti in cui predomina il grigio e il nero, mentre il segno acquista grande libertà evocativa, divenendo simbolo della sua pittura. In seguito l’artista si avvicina alla poetica spaziale, interpretandola come ricerca di contenuti emblematici, di moventi intimi, conflitti sentimentali: nascono composizioni fitte di grovigli, simbolo dell’angoscia esistenziale dell’uomo, che si stendono su fondi compatti con minuziosa precisione, ben lontane da ogni sorta di automatismo. E’ indubbia, in questa e nelle opere successive, la sua inclinazione verso la razionalità delle strutture, la ricerca di un ordine mentale, di un controllo del gesto, a cui si contrappone una realtà psichica, dominata dall’ansia e dall’ossessione della morte, simboleggiata da scheletri e carcasse. Dal 1968 lavora sempre di più a Calice Ligure, avendovi stabilito una comunità artistica, specialmente dedita alle attività artigianali (ceramica). Alla sua opera sono state dedicate vaste personali presso la Kunsthalle di Darmstadt, 1973; a Palazzo Grassi di Venezia, 1973; e al Palazzo Reale di Milano, 1974.