Guidi Virgilio

Nato a Roma nel 1891, da giovane Virgilio Guidi si avvicina alla pittura nel 1908, anno in cui comincia a fare pratica di pittura nella bottega del restauratore e decoratore romano Giovanni Capranesi diventandone presto primo aiuto. Poco dopo abbandona la bottega a causa di alcuni contrasti col suo maestro riguardo le tendenze pittoriche più recenti, e si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Roma, seguendo l'insegnamento di Aristide Sartorio. Ben presto si avvicinerà all’ambiente culturale e intellettuale che gravita attorno al Caffè Aragno, dove avrà occasione di conoscere e frequentare Giorgio De Chirico e Roberto Longhi e gli artisti gravitanti attorno ai “Valori Plastici, l'importante rivista di portata europea, fondata e diretta da Mario Broglio. La carriera artistica di Virgilio Guidi comincia esattamente un secolo fa, nel 1913, anno in cui partecipa e vince il concorso di pittura “Lana” bandito dall’Accademia di San Luca, e in questo periodo comincia ad esporre i suoi primi lavori. In quegli anni ha inoltre l’occasione di prendere visione diretta dell’opera di Cézanne, la cui ricerca formale e spaziale, assieme alle opere dei maestri del grande Quattrocento italiano, lo influenzerà notevolmente nelle sue future ricerche espressive. A partire dagli anni Venti comincia a esporre i suoi lavori alla Biennale di Venezia, appuntamento a cui parteciperà innumerevoli volte nel corso della sua carriera artistica e dove, a partire dal 1940, per molte edizioni successive, gli verrà riservata un’intera sala personale per esporre i suoi lavori. Al 1942 risalgono inoltre i suoi primi versi poetici, che danno in via ad una produzione letteraria che sarà una costante nella vita di Virgilio Guidi, e che accompagnerà la sua intera produzione pittorica. Nel secondo dopoguerra si interessa di grafica e a quegli anni risalgono le sue prime litografie. Nel 1951 aderisce al movimento spaziale promosso da Lucio Fontana. A partire dagli anni Cinquanta la sua produzione pittorica si concentra su grandi cicli tematico-compositivi ricorrenti, modalità espressiva che conserverà fino alla fine della sua carriera.