Villoresi Franco

Scrittore, antifascista, pittore. Dopo avere frequentato a Roma il Liceo classico e la Facoltà di giurisprudenza fino al quarto anno, senza conseguire la laurea, Villoresi coltivò fino da giovane interessi diversi, inizialmente letterari. Nel 1939 conobbe Curzio Malaparte che gli dette lavoro, impiegandolo prima come correttore di bozze e poi come collaboratore redaziona le della rivista “Prospettive”. Scrisse novelle per bambini e per signore vendendole sotto finto nome ai giornali. Dopo l’8 settembre 1943 si dette alla macchia in To scana, nei pressi di Arezzo, e prese contatto con i nuclei della Resistenza. Ricercato, fuggì in Veneto, dove rimase fino al 1945 fondando e dirigendo un foglio inti tolato l’“Insurr ezione”. Nell’autunno dello ste sso anno giunse a Roma, dove espose la ricca produzione grafica realizzata durante il periodo da fuggiasco. Parte dei disegni e degli acquarelli furono esposti alla galleria “Il Cortile”, in occasione di una mostra antologica sul disegno contemporaneo. L’amicizia con Mario Mafai, che lo ospitò nel suo studio, dette avvio ad un sodalizio di lavoro fondamentale per tutta la sua carriera. Il primo gr ande successo si verificò nel 1950, in occasione di una mostra personale presso la Vetrina di Chiura zzi, introdotta e curata da Mafai. Altrettanto importante per Villoresi fu l’amicizia con Corrado Alvaro e con Ezio Taddei. Dal 1950 espose più volte, non solo in Italia, ma anche all’estero, ri scuotendo i favori anche del regista americano John Huston, suo grande collezionista. Nel 1958, dopo un grave incidente d’auto, preferì vive re nei dintorni di Arezzo, stabilendosi fino al momento della morte a Rigutino.