De Tomi Enrico

Enrico De Tomi è stato un pittore appartato e riservato, anarchico individualista, intimo amico di Giulio Turcato, il cui complesso itinerario pittorico è segnato dallo sperimentalismo, a partire dalle formulazioni astratto-concrete (le quali colpirono e interessarono vivamente Lionello Venturi) alle successive ricerche liberissime sulla materia e sui ritmi cromatici sino ad oggi. La sua pittura si è evoluta in silenzio, tenendo però conto degli accadimenti artistici contemporanei e degli umori delle stagioni man mano attraversate, sicché questo artista isolato, ma tutt'altro che tagliato fuori dalla cultura moderna vivente, a riscoprirlo oggi si rivela come una figura esemplare e significativa della sua generazione, della quale ha condiviso fedelmente tutte le vicissitudini umane, ideologiche e stilistiche. Sin da quando ha cominciato a dipingere le preoccupazioni e gli interessi di De Tomi si sono rivolti da un lato alla qualità della materia pittorica e dall'altro alla schematizzazione corsiva dell'immagine, problema, quest'ultimo, che nella fase astratto-concreta, e soprattutto in una serie di assai eleganti paesaggi urbani, trovò una definizione formale davvero convincente. Preoccupazioni e interessi che hanno radici nell'educazione veneziana di De Tomi e che hanno trovato di continuo formulazioni sempre nuove e sempre diverse. Poiché in clima informale l'amore per la materia pittorica è divenuto in De Tomi amore per la materia tout court, e la tendenza a schematizzare l'immagine ricercata sul segno-colore e sui ritmi cromatici astratti. Finché oggi valicato il caos in cui anche per De Tomi si era inabissato il mondo, la meditazione sulla materia e sul segno colore è venuta a coincidere con la piena possibilità di controllare la propria emotività senza esserne travolto e di ricreare sulla tela una misura della realtà vista e sofferta. Le opere raccolte nelle ultime mostre rivelano chiaramente la serenità che il pittore ha raggiunto, la pienezza espressiva felicemente attinta dopo un lungo travaglio. L'arte di De Tomi stabilisce oggi col mondo un rapporto sempre più intensamente lirico e libero, semplice, concentrato in un segno, in una diversificazione materica, in un contrasto di colore. E se la materia ha un grande ruolo in questa pittura, esso non è però quello di protagonista, non esorbita, malgrado le apparenze, da quello, vecchio quanto è vecchia l'arte, di medium necessario, da scegliere e da ricreare di volta in volta, con un controllo non tanto della ragione quanto dell'istinto e del gusto. La nativa eleganza di De Tomi ha trovato una nuova energia e una nuova robustezza, una misura ferma e precisa. Il suo lirismo è puro, al calor bianco ma capace di assestamenti netti e nitidi, dai quali si libera l'immagine con vera autorità.