Celiberti Giorgio

Nasce a Udine nel 1929, nel 1948, studia con Emilio Vedova e appena diciannovenne partecipa alla Biennale di Venezia del 1948. Nei primi anni cinquanta si trasferisce a Parigi poi a Bruxelles grazie ad una borsa di studio del Ministero italiano della Pubblica Istruzione per poi trasferirsi a Londra nel 1957 per un anno per poi ritornare in patria. Partecipa a molte collettive tra cui si ricordano la partecipazione alla Esposizione internazionale d'arte di Venezia del 1948 con l'opera Ferrovia, del 1950 con l'opera Composizione, del 1954, del 1956 e quella del 150º anniversario dell'Unità d'Italia del 2011 presentato da Bruno Mauresing con l'opera l'arte non è cosa nostra. Vanta ben 5 partecipazioni alla Quadriennale di Roma tra il 1952 (VI edizione) e il 1973 (X edizione), e nell'ambito di questa manifestazione è tra i premiati della VII edizione del 1955-1956[2], inoltre tra le varie mostre va ricordata quella della nuova pittura italiana al Museo Kumakura in Giappone nonché molte altre mostre all'estero. Molte sono le personali a lui dedicate in diverse istituzioni museali quali quella al Palazzo dei Diamanti a Ferrara del 1989, al Grand Palais di Parigi del 1989, l'antologica al museo Villa Breda a Padova del 2005, quella del 2009- 2010 per gli ottant'anni del maestro al museo ebraico di Venezia, la mostra "la passione e il corpo della storia" realizzata tra il 2014 e il 2015 al Museo nazionale di Ravenna.