Attardi Ugo

Ugo Attardi nasce a Sori, presso Genova, il 12 marzo 1923 da genitori siciliani. Il padre è sindacalista nella Federazione dei Marittimi. L'anno seguente la famiglia ritorna in Sicilia, dapprima a Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento, e pochi anni dopo a Palermo. In questa città Attardi frequenta il Liceo Artistico. Nel 1941 si iscrive alla Facoltà di Architettura, che non può frequentare a causa della guerra. Nel 1945, giunto a Roma, comincia l'attività di pittore e partecipa ai fermenti culturali di quegli anni. Nel 1948, con Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, Giulio Turcato, dà vita al movimento di orientamento astratto Forma Uno. Un'esperienza che dura poco perché la sua natura lo spinge verso altre consapevolezze ed altre visioni. Nel 1952 e nel 1954 partecipa alla Biennale di Venezia. Espone a Roma nel 1951 alla Galleria Pincio e nel 1956 alla Galleria Tartaruga. In questi stessi anni inizia la sua produzione incisoria, che dura tuttora e che fa di Attardi, per la maestria del segno, oltre che per la forza dei contenuti, uno dei nostri incisori più complessi e significativi. A partire dai primi anni '60 partecipa a numerose esposizioni in Italia e all'estero: Praga, Mosca, Los Angeles, Londra, Parigi, Berlino, New York. Nel 1961, assieme ad altri artisti e critici d'arte, fonda il movimento «Il Pro e il Contro», partecipando a tutte le esposizioni fino al 1965, anno in cui il gruppo si scioglie. Le opere di questo periodo sono opere dove «... barbarie antiche e ataviche ed effetti di ritornanti ferocie si presentano come specchiati in una umanità disarmata, in una temperie dove prevale una ragione che capisce anche se non giustifica» (Carlo L. Ragghianti). Nel 1965, dopo un soggiorno in Spagna, decide di rileggere i classici della letteratura spagnola e di studiare le ragioni del crollo di quel grande impero. Si profilano allora i temi dominanti che tratterà successivamente nella sua opera scultorea: la conquista, l'abuso del potere, il viaggio. Tra il 1964 e il 1967, scrive il romanzo L'erede Selvaggio che, pubblicato nel 1970, vince il Premio Viareggio 1971 per la narrativa. Attardi crea le sue prime sculture in legno nel 1968. E' di quell'anno il bassorilievo Addio Che Guevara. Nello stesso periodo inizia il primo dei gruppi lignei L'arrivo di Pizarro, che terminerà nel 1971, caratterizzato da forte teatralità. L'allegoria della conquista del nuovo mondo prosegue con veri e propri monumenti lignei: Cortez e la bellezza dell'Occidente (1974/1976) e Il ritorno di Cristòbal Colòn (1974/1980). Grafica e scultura hanno come unico complesso tema la violenza, cui si affiancano creature belle e perfette, piene di un mistero incomparabile, «venute dal mondo oscuro degli dei per approdare al nostro mondo senza dio ( ... ). Raramente in Attardi la sensualità appare senza la violenza, senza la crudeltà. Vengono cosi, evitati i facili prestigi di un erotismo dal simbolismo imbastardito» (Marcel Béalu). A partire dai primi anni '70 numerose sono le opere fuse in bronzo. Due grandi antologiche si svolgono nel 1976 a Ferrara al Palazzo dei Diamanti e nel 1981 a Milano alla Rotonda della Besana. Nel 1978 Attardi è nuovamente invitato alla Biennale di Venezia. Nel gennaio 1983, il Centre Georges Pompidou dedica alle sue sculture una manifestazione e un balletto ispirato alle sue opere. Le mostre personali si susseguono in questi anni: nel 1983 a Parigi, nel 1984 alla Galleria MR di Roma, nel 1985 a Nizza. Nello stesso anno viene organizzata una grande retrospettiva nelle sale del Museo di Palazzo Barberini a Roma. Nel 1987 realizza il grande bassorilievo in bronzo Per la libertà, commissionato dalla Uil. Tra il 1987 e il 1989 Attardi si dedica quasi esclusivamente alla realizzazione de Il Vascello della Rivoluzione esposto a Roma e a Parigi. Nel 1990, in occasione dell'anniversario della scoperta dell'America, realizza il complesso monumentale Nelle Americhe, esposto per le celebrazioni colombiane a Buenos Aires e a Genova nella mostra 'Due mondi a confronto' e successivamente collocato definitivamente a Buenos Aires nel 1992. Con la mostra 'Attardi nell'oro amore cercando', organizzata nel 1991 a Roma presso la Galleria Spazio 3, l'artista si cimenta anche con la creazione di gioielli. Nel 1992 realizza la grande opera I sogni del normanno per l'aeroporto di Palermo. 'Nigra sum sed formosa' è il titolo della mostra presso la galleria Melotti di Ferrara mentre 'Roma, la luce, l'abbandono' è la mostra allestita a Bari presso la galleria L'Approdo, entrambe realizzate nel 1994. Sempre nello stesso anno si tiene a Palermo nel Real Albergo dei Poveri la mostra antologica 'Avventura e amori cercando', che raccoglie opere realizzate dal 1946 al 1994. Nel 1995 espone nello Spazio Italia a New York. L'anno seguente presenta al centro direzionale Alitalia di Roma la scultura Ulisse che viene collocata definitivamente a New York (Battery Park) nel 1997.