Sughi Alberto

Alberto Sughi, pittore appartenente alla corrente Realista, nasce a Cesena il 5 ottobre 1928 ed esordisce come pittore all'inizio degli anni '50. Dei suoi anni di formazione il pittore racconta: "Quando sono venuto a Roma nel 1948 dormivamo sulle panchine, negli scantinati e la vita era povera. C'era stata la guerra e quindi dormire in posti del genere ci sembrava normale, non la sentivamo come una sofferenza, come la potremmo avvertire oggi e quello che ci faceva andare avanti era la voglia di essere pittori, l'avere un pensiero diverso, perché c'era grande fermento, i pittori anziani parlavano ed avevamo tutti voglia di imparare e di farlo insieme. E' stato ed è tutto molto bello perché la passione ha sempre illuminato il mio lavoro, anche nelle difficoltà." Sin dai primi anni i dipinti di Sughi risentono del dibattito tra astrattismo e figurativismo e, pur ritraendo vari aspetti della vita metropolitana, non si lascia catturare dalla accesa vita politica, preferendo mettere in scena momenti di vita quotidiana senza eroi in una forma figurativa che lo storico e critico d'arte Enrico Crispolti definisce "realismo esistenziale". Il cammino artistico di Alberto Sughi procede, in modo costante, per cicli tematici, che hanno il sapore della sequenza cinematografica. sughi autoritratto Di questo cammino artistico il pittore dice: "Mi interessa il viaggio, quel viaggio affrontato con diverse consapevolezze. Spero di non allontanarmi mai da quel che sono, continuare a raccogliere i segnali che vengono dalla vita e dal mondo. Ti posso dire che sono felice di quel che ho fatto e della mia vita che mi ha dato tanto e non la cambierei mai con nessun'altra. Cerco di essere fedele a questa storia lavorando fino al limite. Voglio restare insieme a me, alla mia pittura e alla mia vita senza pensare se farò delle cose belle o meno belle e mi piacerebbe proprio finire dentro il mio lavoro." Nella sua lunga vita artistica, il Maestro Sughi, che ha cominciato a disegnare e dipingere a quindici anni, ha partecipato a tutte le più importanti rassegne d'arte contemporanea, dalla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, alla Quadriennale di Roma ed alle più importanti mostre che hanno portato all'estero le vicende dell'arte italiana dagli anni Settanta ad oggi. Del senso e della filosofia delle sue opere, Alberto Sughi dice in un'intervista: " ho rappresentato la solitudine, il rapporto con la natura, il teatro d'Italia, ho fatto tutto quello che in fondo potevo incontrare e conoscere nei momenti di questo Paese. Ad esempio nel quadro che sto facendo (indicando una grande tela nel suo studio, ndr), sto rappresentando due uomini seduti su una spiaggia mentre c'è il mare in burrasca, come se non si accorgessero che non è più il momento di stare lì. I miei quadri, come in questo caso, hanno sempre rispecchiato il rapporto tra me e me stesso e tra me stesso e il resto delle cose. E osservando la tela penso che potrà trasformarsi in qualcos'altro". Musei italiani e stranieri gli hanno dedicato ampie rassegne antologiche; tra esse spiccano la Galleria d'Arte Moderna di Bologna (1977), la Galleria del Maneggio di Mosca (1978), il Museo di Castel Sant'Angelo di Roma, il Museo delle Belle Arti di Budapest, la Galleria Nazionale di Praga (1986), la Galleria Civica d'Arte Moderna di Ferrara (1988), la Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno (1990), il Museo d'Arte Assis Chateaubriand a San Paolo del Brasile (1994) e il Museo Civico di San Sepolcro (2003). L'artista ha partecipato al ciclo di mostre " La ricerca dell'identità" a Cagliari, Palermo e Ascoli Piceno (2003-2004), e alla mostra "Il Male. Esercizi di pittura crudele" alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, Torino (2005) e alla mostra “Il Ritratto Interiore da Lotto a Pirandello”, al Museo Archeologico Regionale, Aosta (2005) . Agli inizi del 2006 una grande rassegna antologica di Sughi si è tenuta al Palazzo della Pilotta di Parma.